Puoi ancora cambiare idea: informati!

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In questa pagina trovi informazioni sulla vita intrauterina e storie di chi ha rinunciato ad abortire!
(Leggi le storie di chi ha cambiato idea!)

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Lo sviluppo della vita umana in 9 mesi:
 una meraviglia, un vero miracolo!
               
Le prime due settimane del bambino coincidono con le ultime due settimane del ciclo mestruale materno: 14 giorni dall'ovulazione. Perciò quando il piccino entra nella terza settimana la madre non ha ancora il presentimento della sua esistenza. Finchè il notevole ritardo del flusso la metterà in sospetto... Ma prima di allora lui si è già sviluppato freneticamente: ha gemmato le vescicole cerebrali nella bombatura della testa, dove vanno affiorando gli occhi; ha formato il sistema nervoso, i polmoni, l'intestino, lo stomaco e...il cuore!

Il battito del suo cuore, ora più regolare, può già essere fissato su di un  elettrocardiogramma.Il fegato già produce il sangue e lo immette nella circolazione. Il bambino fabbrica da sè il suo sangue, come tutti gli altri organi e tessuti; i primi globuli sanguigni se li fabbrica in un "torlo" esterno, attaccato con un lungo peduncolo alla placenta; lo si vede in basso, in questa foto presa verso la quinta settimana: sembra il palloncino del piccolo! Finito del tutto il suo compito, si staccherà con il suo filo....


 Ecco il nostro bambino a 6 settimane. La testa resterà a lungo la parte più vistosa e commovente del corpicino; si può ormai registrarne l'attività in un normale elettro-encefalogramma. Le dita sono ormai "sbocciate", ma le braccia sono ancora troppo corte e le manine non si possono incontrare. Gli occhi si sono costruiti con le cellule del cervello; il velo delle palpebre è già calato, ma è così trasparente che non  lo si vede.

Il piccino, a 8 settimane viene chiamato feto. Ha ormai superato i 60 giorni più importanti della sua vita: la formazione di tutti i suoi organi è terminata. In lui c'è già tutto quello che si troverà nell'essere umano perfettamente sviluppato! D'ora in poi non avrà bisogno che di raffinare le sue funzioni e di crescere: dai due a i nove mesi moltiplicherà venti volte la sua statura e mille volte il suo peso. Dunque, quando la madre si presenta alla sua prima visita di controllo il suoi bambino è già completo. Come in un vero gioiello tutto è gemma in lui: la gemma delle labbra, delle narici, degli orecchi, del sesso, perfino le gemme dei futuri dentini...


A 3 mesi le sue fattezze si stanno ormai precisando. Le labbra si aprono e si chiudono, la fronte si raggrinza, l'area delle sopracciglia si solleva, la testa si volta: il piccolo cerca di farsi espressivo, di inventare un muto ma efficace linguaggio per farsi capire appena sarà nato. Spuntano le unghie alle mani e ai piedi, la colonna vertebrale si ossifica, sul petto nascono le piccole protuberanze delle mammelle; dagli organi genitali, ora perfezionati all'esterno, si può sapere se è maschio o femmina.
  
Ha soltanto 4 mesi ed è già perfetto! I suoi movimenti nel suo mondo acquatico sono agili e pieni di grazia. Talvolta le sue manine tirano pugni di protesta se qualcosa lo disturba troppo. E queste manine hanno già le impronte digitali da circa due mesi!



A 5 mesi si succhia il dito, esercitandosi per quando succhierà il latte della mamma! Quando il pollice si avvicina alla bocca, subito le labbra lo afferrano e la lingua comincia piccoli movimenti di suzione. E' un riflesso necessario al piccino per dopo, quando sarà il seno o il dito della madre a sfiorargli la guancia e lui si volterà con la bocca protesa, pronta a poppare. Così si prepara a quel dolce momento.

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La storia di una mamma che ha chiamato SOS vita 800813000
(Se vi riconoscete in questa storia e volete contattarmi, io ne sarei felice!)

Per una strana bizzarria del destino sono accaduti di sera i fatti più importanti della mia vita. Di sera sono nata; di sera mio marito mi ha chiesto di sposarlo; di sera ho avuto il primo bambino. 
Una sera, al reparto di Patologia neonatale, mi hanno detto che il secondogenito sarebbe nato con problemi; probabilmente non avrebbe potuto camminare. Da quel momento la mia vita venne sconvolta. Il bimbo nacque, ma per me e mio marito cominciò un calvario. Lavoravamo senza soste, otto-nove ore al giorno tutti i giorni della settimana, tralasciando le uscite con gli amici, per amore di quel piccolo; c'era, inoltre, da occuparsi della casa e del primogenito, più grande solo di dieci mesi. Ma le nostre fatiche erano state premiate da una meravigliosa conquista: il bimbo aveva cominciato a "gattonare". Questo avrebbe dovuto accendermi di entusiasmo e invece da qualche giorno mi sentivo depressa, svuotata di ogni energia e demotivata. Pensavo fosse la stachezza dei mesi e cercavo di stringere i denti e andare avanti. Ma la sera di San Martino intuii la verità da una battuta scherzosa di mio marito, che tentava di sollevarmi il morale: "Con tutta questa ginnastica, invece di dimagrire stai ingrassando".
Fu come un'illuminazione. Mi ricordai che ero in ritardo di un mese. In preda all'agitazione, andai a guardarmi allo specchio e mi resi conto che il mio corpo era cambiato. Chiesi a mio marito se davvero mi trovava ingrassata e lui sembrò intuire ciò che pensavo. Mi disse: "Non dirmi che sei...". Non sapevo cosa rispondere e mi sedetti sul letto senza guardarlo. Lui uscì dalla stanza; lo sentii mettersi le scarpe e uscire di casa frettolosamente. Ritornò, dopo non so' quanto tempo, con un test di gravidanza. Me lo porse e mi pregò di farlo subito. Io,con un nodo alla gola, ubbidii, ma non ebbi il coraggio di controllare l'esito. Andò lui in bagno a verificare. Non lo vidi più ritornare e dal suo silenzio capii che stavo aspettando il terzo bambino. Mi sentii mancare il respiro e un brivido di freddo mi percorse il corpo. Non sentivo più la terra sotto i piedi; non riuscivo a parlare, nè a pensare. Ma come! Già adesso non avevamo mai tempo per nulla e dovevamo limitare il riposo notturno per riordinare, lavare, stirare, cucinare (specialmente per il secondo figlio, allergico a tanti cibi): Dove avremmo potuto trovare il tempo per un neonato? Anche dal  punto di vista economico non era un buon momento. Le visite per il secondo figlio, gli attrezzi per le terapie, le medicine, la dieta particolare...avevano dato fondo ai nostri risparmi. E io avevo dovuto lasciare il lavoro.
Infine, il dubbio che mi lacerava l'anima. Se il secondogenito era nato prematuro e aveva avuto un così difficile destino, c'erano molte possibilità che il fratellino in arrivo fosse come lui. Quella notte non andammo a dormire. Facemmo l'alba girando e rigirando le stesse ragioni, valutando le conseguenze sia nel caso avessimo deciso di tenere il bambino sia che avessimo deciso di non farlo nascere. Alla fine decidemmo di posticipare la scelta il più possibile. Il medico che mi fece l'ecografia e la psicologa dalla quale andai a colloquio non mi furono di alcun aiuto. Tornai a casa con il certificato di interruzione di gravidanza in mano. Intanto parlavo con il bambino nella pancia. Gli dicevo: "Perdonami, non possiamo farti vivere. Se fosse stato un altro momento, se tuo fratello non fosse ammalato, se avessimo la casa più grande, se fossi sicura che sei sano, se fossimo ricchi, se ci fosse qualcuno disposto ad aiutarmi...Allora...sì"
Nei giorni seguenti il mio pensiero era sempre rivolto a quell'esserino dal destino segnato. La suggestione era tanta che in alcuni momenti mi sembrava di sentirlo muovere, ma non avevo il coraggio di toccarmi la pancia e parlargli, per paura di affezionarmici. Ma lui continuava a farmi sentire la sua presenza con le nausee persistenti e i vestiti che diventavano stretti. Mentre chiedevo a Dio perchè mi faceva soffrire così, vidi una trasmissione in cui si parlava dei Centri aiuto alla vita. Chiamai. Da quel momento si è aperta una rete di solidarietà di cui non conoscevo l'esistenza. E' nato il terzo figlio. Non posso  dire che la mia vita sia  più semplice, anzi, il suo arrivo ha sconvolto nuovamente tutta la nostra vita. Ci sono i suoi bisogni da soddisfare, la gelosia dei fratelli, le notti insonni, il programma dell'altro figlio, lo spazio che manca in casa, la stanchezza che si accumula. Però quando gli dò il biberon, gli faccio il bagnetto, lo cambio, lo stringo fra le braccia, e vedo che cresce bene, mi sento orgogliosa di me stessa, dei miei figli e di mio marito e provo pietà per tutte le mamme che non hanno voluto o non hanno potuto accogliere la vita.

E poi dicono che Dio non esiste! Questa signora ha pregato Dio, perchè nel suo cuore non voleva abortire e Dio le ha aperto gli occhi e le ha fatto vedere la trasmissione che parlava dei Centri di aiuto per la Vita!
Nella vita non succede mai nulla per caso....apriamo gli occhi! Dio ci Ama!

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Questa Storia mi è stata inviata via mail da una mia amica, non so la fonte, ma leggendola il mio cuore si è riempito di gioia ! 
Ho provato,inoltre, una grande emozione che mi ha riempito gli occhi di lacrime!
Credo sia una storia vera, e vi consiglio di leggerla fino alla fine
(se nel leggerla i veri protagonisti volessero contattarmi, ne sarei felice)!



 Questa e' la storia a lieto fine di nostra figlia Federica

Mio marito e io ci siamo sposati nel 2001. Il primo figlio che il Signore ci ha donato è un maschietto, Simone, ed è nato nel 2004. Nel febbraio 2006, in seguito ad un ritardo, feci il test di gravidanza e il risultato fu positivo: ero incinta per la seconda volta.
Noi desideravamo un altro figlio, eravamo felicissimi di questa nuova gravidanza e speravamo che ora il Signore ci donasse una femminuccia.


UN FULMINE A CIEL SERENO
Però, al 5° mese di gravidanza ecco arrivare un fulmine a ciel sereno. Il 30 giugno 2006 ci recammo dal mio ginecologo per fare l’ecografia morfologica. Aspettavamo con ansia questo momento per poter sapere il sesso del bimbo. Quindi, il dottore iniziò a fare l’ecografia e a descrivere ciò che vedeva. Anche noi, mano nella mano, vedevamo ciò che vedeva lui attraverso un altro monitor collegato all’ecografo. Fino a quel momento tutto bene. Ora restava da controllare solo la testa, conoscere il sesso del bimbo, e poi potevamo tornare a casa.
Ma quando il dottore iniziò a controllare la testa, subito la sua espressione serena e sorridente divenne preoccupata. Capimmo subito che c’era qualcosa che non andava. Alle nostre domande il dottore rispose che la testa della bimba era più grande della norma e che dovevo fare una ecografia di II Livello.
Ma a noi quella risposta non bastava; volevamo sapere subito, e nei dettagli, il problema di nostra figlia. Pregammo il dottore di dirci subito tutta la verità e dopo varie insistenze lo fece. La diagnosi fu questa: nostra figlia era affetta da due gravissime malformazioni al cervello. Era affetta da Ventricolomegalia (meglio conosciuta come idrocefalo - che significa “acqua in testa”) e da Agenesia del Corpo Calloso (che significa “non nascita – o assenza” del corpo calloso). Chiedemmo al dottore il sesso del bimbo: era una femminuccia.


COS’È LA VENTRICOLOMEGALIA
Per Ventricolomegalia si intende la dilatazione dei ventricoli cerebrali ed è causata dall’aumento del liquido cerebro-spinale presente in essi (il liquido cerebro-spinale serve a permeare, nutrire, lubrificare e proteggere le strutture cerebrali).
I ventricoli cerebrali sono 4 cavità collocate all'interno dell'encefalo e comunicanti tra loro. Vengono distinti in: primo e secondo (detti ventricoli laterali - LV), contenuti all'interno degli emisferi cerebrali; il terzo ventricolo contenuto nel diencefalo (3V); il quarto ventricolo contenuto nel romboencefalo (4V).
Il liquido cerebro-spinale viene prodotto prevalentemente nei 2 ventricoli laterali e da qui, attraverso i “forami di Monro”, passa nel 3° ventricolo da dove passa, attraverso l’ “acquedotto di Silvio”, nel 4° ventricolo da dove passa, attraverso le aperture laterali e medie “di Luschka e di Magende”, nell’area subaracnoidea del cranio e nella colonna vertebrale, per essere poi riassorbito dai villi aracnoidei.
Se il liquido cerebro-spinale non defluisce (questo può succedere o a causa di un ostruzione ai “forami di Monro”, o a causa di un ostruzione all’ “acquedotto di Silvio”, o a causa di difetti nel riassorbimento) i ventricoli si gonfiano nel cervello come “palloncini”, fanno pressione sul cervello e, in modo più o meno grave a seconda dei casi, ne compromettono le funzioni psicomotorie.
Per “sgonfiare” i ventricoli si può intervenire soltanto con la neurochirurgia: o si interviene direttamente sull’ostruzione che impedisce il corretto flusso del liquido o si realizzano sistemi di derivazione che per mezzo di una valvola e di un tubicino normalizzano la pressione dei ventricoli deviando il flusso liquorale dalle cavità ventricolari ad un'altra parte del corpo (atrio cardiaco destro e soprattutto peritoneo).


COS’È L’AGENESIA DEL CORPO CALLOSO
Per Agenesia del Corpo Calloso (ACC) si intende l'assenza (agenesia) congenita del corpo calloso. Il corpo calloso interconnette bilateralmente gli emisferi cerebrali. I manuali di embriologia umana ci dicono che le fibre del futuro corpo calloso cominciano a svilupparsi (neuroblasti) nell'embrione quando il feto è all'incirca al 3° mese e mezzo. Al 5° mese, il feto di solito ha un corpo calloso con la forma e le caratteristiche anatomiche che si trovano tipicamente nell'adulto.
I segni clinici dell’Agenesia del Corpo Calloso sono più o meno gravi a seconda dei casi: ci sono casi in cui l’ACC è asintomatica, altri in cui causa ritardo mentale (a volte anche grave) e/o epilessia.


PER FEDERICA NON C’ERANO SPERANZE!
Il dottore ci disse che la Ventricolomegalia di nostra figlia era gravissima (per comprendere meglio la gravità del caso di nostra figlia basti pensare che gran parte dello spazio riservato ai due emisferi cerebrali era invece occupato dal liquido cerebro-spinale); e a peggiorare il quadro clinico era presente l’Agenesia del Corpo Calloso.
Quindi, il dottore ci consigliò l’ABORTO perchè per poter intervenire chirurgicamente dovevamo aspettare che la bambina nascesse, ma sarebbe stato ormai troppo tardi, l’intervento neurochirurgico dopo la nascita sarebbe servito soltanto a non far peggiorare una situazione che ormai era già irrimediabilmente compromessa. La bambina CERTAMENTE sarebbe stata cerebrolesa e CERTAMENTE avrebbe avuto serissimi problemi psicomotori (problemi riguardanti i rapporti reciproci tra funzioni motorie, sensoriali e cognitive), forse avrebbe vegetato, forse addirittura sarebbe morta poco dopo la nascita. Ecografia di II livello. La testa di Federica vista dall’alto. Quella grande macchia scura (circoscritta dai puntini rossi) è il ventricolo laterale sinistro dilatato, ossia “l’acqua in testa”. Come si vede chiaramente occupava gran parte dell’emisfero cerebrale sinistro. La dilatazione del ventricolo destro era pressappoco identica.


LA MIA GRANDE DISPERAZIONE
Le parole del ginecologo trafissero il mio cuore come una spada; andai via dal suo studio con le lacrime che scendevano a fiumi. 

Mio marito, forte della sua grande fiducia in Gesù e in Maria, era incredibilmente sereno e mentre tornavamo a casa cercava di farmi forza dicendomi di stare tranquilla perché Dio è Padre e ci ama tantissimo.
Ma quale Signore?! Quale Madonna?! Ma quale Padre! Perché proprio a me questa sofferenza?! A differenza di mio marito, io non avevo mai fatto un serio cammino di fede; non conoscevo il valore della sofferenza; Gesù e la Madonna li credevo e sentivo lontani e pensavo: “Non è vero che mi aiuteranno perché ormai per me hanno deciso così!”, quindi, ero disperata e respingevo con rabbia tutto ciò che mio marito mi diceva a loro proposito per consolarmi. 

Subito presi in considerazione la possibilità di abortire e, quindi, subito iniziarono gli scontri con mio marito che era contrario.


LA POSIZIONE DEI MIEI FAMILIARI
Misi subito al corrente i miei familiari riguardo alla malformazione di mia figlia, ed essi presero con decisione la stessa posizione dei medici: “per il bene della mia famiglia e per il bene di mia figlia bisognava assolutamente interrompere la gravidanza”.
Anche mio suocero era d’accordo con i miei familiari; mia suocera, invece, non si pronunciò e disse che era una decisione che spettava soltanto a noi.


LA CONFERMA DEI MEDICI
SPERANDO CHE IL DOTTORE AVESSE SBAGLIATO DIAGNOSI, NELL’ARCO DELLA STESSA SETTIMANA MIO MARITO MI ACCOMPAGNÒ A FARE ALTRE ECOGRAFIE (di II livello), DA DUE ESPERTI GINECOLOGI.
Purtroppo, però, stessa diagnosi e stessi consigli: “Ventricolomegalia di grado severo” e “Agenesia del Corpo Calloso”. Per poter intervenire chirurgicamente dovevamo aspettare che la bambina nascesse, ma sarebbe stato ormai troppo tardi, l’intervento dopo la nascita sarebbe servito soltanto a non far peggiorare una situazione che ormai era irrimediabilmente compromessa. La bambina avrebbe avuto certamente seri problemi psicomotori, forse avrebbe vegetato, forse sarebbe morta poco dopo la nascita. Unica soluzione consigliata: L’ABORTO.


LA DISCUSSIONE TRA MIO MARITO ED IL DOTTORE
Quando lo specialista che mi fece la terza ecografia ci consigliò l’aborto, mio marito gli rispose che per fedeltà a Cristo e per rispetto della vita umana era contrario e che la sua decisione era quella di tenere la bambina nonostante tutto.
A questo punto tra il dottore e mio marito nacque una breve discussione. Il dottore, sentendo la risposta di mio marito, rispose indispettito: “Sei un egoista se pur di sentirti in pace con la tua coscienza sei disposto a far nascere una bambina disabile che a causa della tua scelta soffrirà per tutta la vita! Se mai tua figlia avrà un minimo di intelligenza ti odierà per averla fatta nascere così! Anch’ io sono cristiano, ma ti assicuro che anche Dio, in questi casi, ammette l’aborto.
Mio marito rispose: “Nulla sfugge al controllo di Dio. Dio non sbaglia mai. Se mia figlia è malformata è perché Dio ha permesso che fosse così! Ogni cosa che Dio compie o che permette che accada nella nostra vita è sempre per il nostro bene, anche quando ci troviamo davanti a situazioni difficili che non riusciamo a comprendere. E se Dio, che ama tanto gli uomini da aver sacrificato la sua stessa vita per noi sulla croce e che ama mia figlia certamente più di me, reputa opportuno per il suo e per il nostro bene farla nascere disabile, chi sono io ad oppormi al suo disegno d’amore?! 

Io ascoltavo in lacrime la loro discussione e lo specialista, vedendo mio marito così determinato a tenere la bambina e me molto indecisa e spaventata, ignorò lui e disse a me che avevo solo pochi giorni per decidere se fare o meno l’ aborto terapeutico, dopo i quali, per legge, non sarebbe stato più possibile.


LE FORTI PRESSIONI DI TUTTI E GLI SCONTRI CON MIO MARITO
Quei pochi giorni che avevo per decidere furono giorni lunghissimi e di fortissimi scontri con mio marito; tutta la mia disperazione, la mia rabbia, le mie paure, le sfogavo su di lui che era determinato a tenere la bambina.
Anche il mio cuore mi diceva di farla nascere, ma il poco tempo che avevo a disposizione per riflettere su che vita avrei fatto a causa di questa scelta, la paura della croce e le fortissime pressioni da parte dei miei familiari affinché abortissi, spingevano la mia volontà più sul non farla nascere… erano tante le scuse che cercavo pur di mettere a tacere la voce della mia coscienza… ma quando pensavo di abortire nel mio cuore sentivo bruciare l’Inferno e piangevo disperatamente perchè erano già cinque mesi che la portavo in grembo, era mia figlia, e le volevo già un mondo di bene.


L’AIUTO DI MIO MARITO
Per aiutarmi a prendere con consapevolezza l’unica decisione giusta, mio marito mi propose di andare a chiedere consiglio dalle uniche persone che in questi casi possono dare dei giusti consigli: dai Ministri di Gesù. Accettai. Quindi, mi portò da 3 Sacerdoti (santi) di nostra conoscenza e da un Padre esorcista dell’Ordine dei Frati Minori Rinnovati. Don Fernando Vitali (Racale)
Don Antonio Mergola (Cappella dell’ Ospedale di Casarano)
Don Giovanni Chirivì (Torre Suda)
Padre Benedetto (S. Maria del Casale – Ugento).

Quest’ultimo, nel 2003, guidò mio marito nei primi passi della sua conversione e da allora sono rimasti sempre in contatto; mio marito gli è davvero molto legato.
Ricordo come se fosse ieri che Padre Benedetto impose le sue mani sante su di me e sul pancione e fece una speciale preghiera di benedizione a me e alla bambina. Subito nel mio cuore scese tanta pace.


COSA MI HANNO INSEGNATO I MINISTRI DI DIO (… E MIO MARITO)
Mi spiegarono che tutto ciò che Dio compie nella nostra vita e tutto ciò che permette che ci accada ha sempre come obiettivo il nostro bene, la nostra salvezza eterna, la nostra santificazione, anche quando ci troviamo davanti a situazioni difficili che non riusciamo a comprendere. 

Mi spiegarono che attraverso la mia bambina avevo il privilegio di poter amare Gesù Crocifisso in casa mia, tutti i giorni, e di essere anch’io crocifissa con Lui. Mi spiegarono che questa nostra sofferenza avrebbe prodotto frutti spirituali meravigliosi. 

Mi spiegarono che Dio infonde l’anima nell’uomo sin dal momento del concepimento e che, quindi, sin dal momento del concepimento l’embrione ha la stessa nostra dignità e gli stessi nostri diritti, in primis il diritto alla vita. 

Mi spiegarono che agli occhi di Dio la vita di un disabile ha lo stesso valore della nostra. 

Mi spiegarono che solo Dio è padrone della vita, solo Lui può decidere della vita o della morte di un uomo. 

Mi spiegarono che è maledetto da Dio l’uomo che uccide un essere innocente e indifeso, sano o malformato che sia … che è maledetto da Dio l’uomo che fugge dalle proprie responsabilità (infatti, nel nome della libertà si commettono milioni di aborti, e questo non solo a causa di malattie o malformazioni del feto, ma soprattutto per nascondere i propri peccati - adulteri, incesti, rapporti sessuali prima del matrimonio, rapporti sessuali occasionali - o semplicemente per squallidi motivi di carattere economico). 

Mi spiegarono che la croce non l’avrei portata da sola ma che Gesù e la Madonna sarebbero stati certamente sempre al mio fianco a darmi forza e ad aiutarmi a sostenerla . 

Mi spiegarono che l’essere umano, sin dal momento del concepimento, indipendentemente dal suo stato di salute, ha la stessa nostra dignità di figlio di Dio, e come tale, è degno di ricevere anche Grazie speciali se i genitori hanno Fiducia in Cristo e gliele chiedono con fiducia; ed è quello che poi è successo a mia figlia! “Io pensavo a te prima ancora di formarti nel ventre materno. Prima che tu venissi alla luce, ti avevo già scelto…” (Geremia 1, 5)


LA DECISIONE
Grazie a queste persone sante che mio marito ha posto al mio fianco finalmente ho trovato il coraggio di prendere la decisione che il mio cuore sin dall’inizio mi indicava, finalmente ho trovato il coraggio di prendere la decisione giusta: ho deciso di far nascere mia figlia e di riporre la mia fiducia e le mie speranze in Gesù e in Maria. Inoltre, mio marito ed io decidemmo di donare gli organi della bambina qualora fosse morta subito dopo la nascita, in questo modo avremmo aiutato altri bambini in difficoltà e reso felici le loro famiglie.

LE FORTISSIME PRESSIONI DEI MIEI FAMILIARI
I miei familiari erano quasi certi che avrei abortito e quando dissi loro che la mia decisione non era quella di abortire ma di far nascere la bambina, arrabbiatissimi, fecero di tutto per convincermi a cambiare idea, e si scagliarono verbalmente, in varie occasioni, soprattutto contro mio marito, colpevole, secondo loro, della decisione che avevo preso; colpevole, secondo loro, di avermi fatto il “lavaggio del cervello”.
Ma la mia era stata una decisione libera e consapevole e ormai niente e nessuno poteva più convincermi ad abortire. Mio marito mi diceva che dovevamo perdonarli ed istruirli perché essendo favorevoli all’aborto ed avendomi fatto pressioni affinché io lo facessi, avevano commesso un peccato mortale gravissimo; quindi, insieme, provammo varie volte a far loro comprendere il motivo morale e religioso di questa nostra decisione, e li invitammo anche a confessarsi, ma rifiutavano di ascoltarci col cuore rivolto a Dio perché troppo preoccupati della croce che noi avremmo dovuto sopportare.


LA PREGHIERA
I Ministri di Gesù (e mio marito) mi esortarono a pregare ogni giorno perché solo il Signore e la Madonna potevano darmi la forza di affrontare il momento difficile che stavo attraversando e quelli che mi aspettavano in futuro. Anche loro si impegnarono a pregare per noi e per nostra figlia. 

Iniziai a pregare ogni giorno; alcune volte da sola, altre assieme a mio marito. I Ministri di Gesù avevano ragione: grazie alla preghiera il Signore e la Madonna non tardarono a farsi sentire nel mio cuore, direi che NON ASPETTAVANO ALTRO!
Infatti, quanto più pregavo, tanto più sentivo che davvero ci erano vicini… quanto più pregavo, tanto più comprendevo e percepivo il loro Amore nei nostri confronti… quanto più pregavo, tanto più aumentava la mia fiducia in Loro… quanto più pregavo, tanto più sentivo crescere dentro me una Forza ed una Pace Interiore che non potevo avere se “Qualcuno” non me l’avesse donate; ed è grazie a questa Forza e a questa Pace Interiore che tutto il resto della gravidanza l’ho vissuto in modo incredibilmente sereno.
Ora si che comprendevo qual’era la Fonte della forza e della serenità di mio marito! Certo, c’erano ancora dei momenti in cui piangevo, ma le mie non erano più lacrime di disperazione ma di chi sa che sta facendo un sacrificio d’amore ed è fiero di questo.


LA SPERANZA DI RICEVERE UN MIRACOLO
Pregando, si accese in me il desiderio e la speranza di ricevere un miracolo. Ma non lo pretendevo. Questa è la preghiera spontanea che mi partiva dal cuore: “Signore Gesù, se lo ritieni opportuno allontana da me questa croce, guarisci la mia bambina… ma se non è questo che vuoi sia fatta la tua volontà. Signore, fa’ che questa croce non sia al di sopra delle mie forze… aiutami a sostenerla… e se la bambina deve molto soffrire portala subito con Te in cielo”.
In ogni mio singolo respiro, 24 ore su 24, era racchiusa questa preghiera.


LA RISPOSTA DI GESÙ E MARIA ALLE MIE PREGHIERE: DUE ESPERIENZE MERAVIGLIOSE
A fine agosto feci un’altra ecografia e non c’era nessun miglioramento. In quel periodo, però, ci furono due meravigliosi segni che non dimenticherò mai: 

1) Una mia zia suora, venuta a conoscenza della malformazione cerebrale di mia figlia, mi donò un fazzoletto proveniente da Medjugorje (Medjugorje è un piccolo comune della Bosnia dove la Madonna, dal 21/05/1981 ad oggi, appare a 6 veggenti e lascia dei messaggi all’umanità ogni 25 del mese). Il fazzoletto era bianco con sopra stampato il ritratto della Vergine. Questo fazzoletto era stato strofinato con fede sul ginocchio dalla statua del Cristo Risorto collocata alle spalle del Santuario di Medjugorje.
Mia zia mi consigliò di stenderlo sul pancione e di pregare con fiducia la Madonna. Così feci. La sera, prima di dormire, lo aprivo, lo stendevo sul pancione e, commossa e fiduciosa, iniziavo a recitare il Rosario.
Quasi ogni sera, alle prime Ave Maria, la bambina mi sussultava nel grembo con vigore, e, giorno dopo giorno, mi sentivo sempre più serena. 

Mio marito mi spiegò il perché. Quando la invocavo, la Madonna subito si faceva presente assieme a Gesù, e mia figlia, che misteriosamente ne percepiva la presenza, esultava di gioia!
Stessa cosa successe quando la Madonna andò a visitare Elisabetta, sua cugina: “Entrata nella casa di Zaccaria, (Maria) salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo (Gesù)! A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo” (Lc 1, 40-44). 

2) Una notte mi apparvero in sogno un uomo ed un bambino, mano nella mano, entrambi vestiti di bianco; si avvicinarono a me e mi rassicurarono: “Non preoccuparti, alla bambina non è successo niente!”. Non mi dissero chi erano, ma noi pensiamo che fossero Gesù Bambino e San Giuseppe.


SINO ALLA FINE, NESSUN MIGLIORAMENTO
L’ultima ecografia la feci il 2 ottobre. Nessun miglioramento. Padre Benedetto ci consigliò di far nascere la bambina a S. Giovanni Rotondo, nella Casa Sollievo della Sofferenza fondata da Padre Pio, perché lì c’è un eccellente reparto di neurochirurgia.
La Casa Sollievo della Sofferenza di Padre Pio ci sembrò il luogo ideale per far eseguire su nostra figlia “quell’intervento neurochirurgico che sarebbe servito soltanto a non far peggiorare una situazione che ormai era già irrimediabilmente compromessa”; quindi, accettammo il suo consiglio, telefonammo e concordammo la data del ricovero. Mi ricoverai l’11 ottobre 2006. La data presunta del parto era il 1° novembre.


LA SORPRESA:
Lo stesso 11 ottobre mi fu fatta un’ ecografia ed ecco subito la grandissima sorpresa. Il ginecologo mi disse che la dilatazione ventricolare non era più di dimensioni tali da preoccuparlo; ciò che lo preoccupava, invece, era l’ACC, e ci spiegò quali conseguenze poteva portare questa malformazione. Ma noi già le conoscevamo.
Ciò che ci stupiva era il fatto che dal 30 giugno al 2 ottobre la situazione di nostra figlia era sempre la stessa e l’11 ottobre non lo era più. Eravamo confusi. Il Signore e la Madonna erano intervenuti su nostra figlia? Noi pensavamo di si, ma avevamo paura di restare delusi e non chiedemmo ai medici ulteriori spiegazioni. Per esserne certi non ci restava che aspettare la nascita della bambina.
La bambina “decise” di non farci aspettare troppo e di nascere prima. Mi fu fatto il taglio cesareo il 13 ottobre, dopo appena due gironi dal ricovero (da notare che il 13 ottobre è un giorno Mariano, è il giorno dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima, giorno in cui avvenne il famoso Prodigio Solare davanti ad alcune decine di migliaia di testimoni. Sono certa che la nascita di mia figlia in questa data non sia stata una semplice coincidenza ma volontà della Madonna) e subito Federica fu portata nel reparto di Patologia Neonatale per essere sottoposta a tutti gli accertamenti del caso.
Il dottore aveva ragione: la dilatazione dei ventricoli era molto diminuita (ora era nel limite massimo della norma), su nostra figlia non c’erano ne segni ne sintomi di ipertensione endocranica e non occorreva più operarla perché: STAVA BENISSIMO! 

Mio marito chiese più volte spiegazioni al primario del reparto di Patologia Neonatale, ed esso, dopo aver visionato assieme al neurochirurgo tutte le ecografie precedenti la nascita della bambina, affermò: 

“La scienza non si può spiegare quello che è successo!” 

Più esattamente:
1. L’ostruzione che aveva causato la Ventricolomegalia era scomparsa; di conseguenza, il liquido cerebro-spinale ora defluiva correttamente, i ventricoli non facevano pressione sul cervello e non c’era più bisogno di intervenire chirurgicamente.


2. Nonostante la Ventricolomegalia avesse “soffocato” il cervello di Federica durante le più importanti e delicate fasi del suo sviluppo (a tal punto che al 5° mese di gravidanza oltre 4/5 dei due emisferi cerebrali erano occupati da acqua), e nonostante l’Agenesia del Corpo Calloso, dai controlli fatti dopo la nascita risultava che non c’erano nè segni nè sintomi di lesioni e che il cervello funzionava perfettamente. 

Non posso descrivere con parole quanto eravamo felici e confusi! Il Signore e la Madonna avevano esaudito le nostre preghiere! Nostra figlia stava bene!


FEDERICA CRESCE SANA E FELICE
Per tenere sotto controllo la dilatazione dei ventricoli e per constatare eventuali ritardi psicomotori (causati o dall’ ACC o dalle conseguenze della Ventricolomegalia), su richiesta dei dottori di S. Giovanni Rotondo nel corso dei primi 12 mesi abbiamo periodicamente sottoposto Federica a varie ed accuratissime visite di controllo: la dilatazione dei ventricoli era stabile, non ci sono mai stati segni nè sintomi di ipertensione endocranica, l’ ACC non ha dato mai nessun sintomo e lo sviluppo psicomotorio di Federica era perfettamente nella norma, addirittura precoce, tanto che il neuropsichiatria ci ha detto che non occorre più visitarla. 

A 10 mesi ha iniziato a gattonare e ad alzarsi in piedi da sola. E’ dolcissima, intelligente, molto socievole, ha tanta voglia di giocare, di comunicare, le piace stare al centro dell’attenzione, a tutti regala un sorriso e ama moltissimo dare e ricevere bacini.
Le piace dare bacini soprattutto a Gesù, infatti, tra lei ed una statuetta del Sacro Cuore che teniamo in soggiorno è stato amore a prima vista.


NELLA SOFFERENZA HO RITROVATO LA FEDE
Grazie a mia figlia ho compreso quanto è grande l’Amore di Gesù per gli uomini e ho ritrovato la fede. Sbagliamo clamorosamente quando pensiamo che Dio è disinteressato e lontano … o quando pensiamo che Dio non ci ama! Grazie a questa esperienza ho compreso che in realtà Lui ci stà sempre vicino; ho compreso che per Lui ognuno di noi è unico, importante, preziosissimo; ho compreso che i suoi occhi e le sue orecchie sono costantemente puntate su di noi, in ogni istante della nostra vita, e che è sempre pronto a sostenerci ed aiutarci, a patto che ci fidiamo di Lui. Stessa cosa vale per la sua e nostra dolcissima Mamma, la Madonna. I miei sentimenti per lei sono stati sempre tiepidi, raramente l’ho pregata, ma quando nella disperazione l’ho invocata e pregata con fiducia è venuta subito ed ha portato con sè Gesù nel mio cuore, che mi ha consolata e mi ha dato tanta forza e coraggio. 

Grazie a questa esperienza non posso immaginare la mia vita senza di Loro, e posso affermare a gran voce: “Non escludete Gesù dalla vostra vita! Amatelo con tutto il vostro cuore!
Respingere Gesù significa auto-condannarsi a vivere nel buio, a vivere senza un senso, a vivere senza sapienza, a vivere senza speranza, a vivere senza pace nel cuore, a vivere nella tristezza.
Respingere Gesù significa auto-condannarsi a vivere cercando negli uomini, nei beni materiali e nei piaceri dei sensi, una pace ed una felicità che invece solo Lui può dare.
Respingere Gesù significa vivere da disperati, come dei condannati a morte. 

Gesù è il figlio di Dio e Dio egli stesso.
Gesù è l’uomo più saggio, più buono, più affascinante, più indispensabile, più amabile, più sensibile, più dolce, più bello, più sollecito nell’aiutarci, più misericordioso e più giusto, esistito sulla terra. Gesù è lo scopo per cui furono creati ed esistono i cieli e la terra, i vegetali e gli animali, gli uomini e i popoli. Gesù è la resurrezione è la vita.
Gesù è l’unica grande speranza dell’uomo e dell’umanità: incontrarlo ed aprirgli le porte del cuore significa trovare il senso della vita, la spiegazione di tutto, la vera sapienza, la pace, la speranza e la vera gioia. Gesù lo può respingere soltanto chi rifiuta deliberatamente di conoscerlo. Chiunque decide di essere onesto e di amare la verità, la bontà, la bellezza, la giustizia, la fraternità, la libertà, gli uomini, non può non cercarlo e non amarlo: Gesù è l’Amore. Gesù è quell’Amore infinito e perfetto, stracolmo di dolcezza e di premurose attenzioni che ognuno di noi desidera e di cui ognuno di noi ha necessariamente bisogno.


SIAMO TUTTI ANDATI A MEDJUGORJE PER RINGRAZIARE GESÙ E MARIA
A fine maggio 2007 per ringraziare Gesù e la Madonna, mio marito ed io, assieme a Simone e Federica, ci siamo recati in pellegrinaggio a Medjugorje. Andare a Medjugorje è stata un esperienza di fede meravigliosa.

LA MIA TESTIMONIANZA
Ho deciso di rendere questa mia testimonianza per sostenere tutte quelle donne e tutte quelle famiglie che, trovandosi nella mia stessa condizione (o semplicemente davanti ad una gravidanza non desiderata), non hanno nessuno che le possa consigliare a fare la scelta giusta, cioè: a non abortire in nessun caso e per nessun motivo perché solo Dio è padrone della vita ed il nostro DOVERE, quando ci viene affidata, è di custodirla gelosamente, indipendentemente dallo stato di salute del feto, indipendentemente dalla situazione economica, indipendentemente da tutto! 

NON ABORTITE IN NESSUN CASO E PER NESSUN MOTIVO! CERCATE DI CONVINCERE QUANTE PIU’ PERSONE E’ POSSIBILE A NON ABORTIRE!



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