Salva un Bimbo Queste pagine vogliono essere d'aiuto e riflessione per tutte quelle mamme che stanno per accogliere una nuova creatura. Fermamente contro l'aborto dico "sì alla Vita"!
venerdì 25 aprile 2014
domenica 2 febbraio 2014
Giornata nazionale per la vita: 2 Febbraio 2014
Carissimi,
in occasione di questa speciale ricorrenza, in cui voglio ricordare che la Vita è tale dal concepimento alla morte, mi sento di richiamare l'attenzione e la preghiera di tutti i Cristiani Cattolici soprattutto su questi punti:
Nella preghiere affidiamo a Dio:
- i bambini uccisi ogni giorno con l’aborto in Italia;
- le madri che si trovano ad affrontare una gravidanza difficile e sono tentate di abortire;
- le madri che subiscono pressioni affinché abortiscano e quante sono state costrette ad abortire;
- i padri che hanno subito un aborto volontario e coloro che si trovano a fianco di una donna che sta pensando di abortire;
- tutti coloro che si spendono per la difesa della vita umana fin dal concepimento.
Con la preghiera, inoltre, si chiede a Dio di toccare il cuore e di portare al pentimento:
- le madri che hanno intenzionalmente abortito;
- i padri, genitori e parenti che hanno favorito o consigliato l'aborto;
- i medici che praticano gli aborti e la fecondazione artificiale ed il personale sanitario coinvolto;
- i farmacisti che vendono la pillola del giorno dopo e gli altri prodotti abortivi, presentati e diffusi come contraccettivi;
- tutti coloro che cooperano alla diffusione nella società della mentalità abortista.
Per chi vuole ed è solito pregare vi rimando a questo link che mi piace molto:
http://www.dueminutiperlavita.info/p/chi-siamo.html
in occasione di questa speciale ricorrenza, in cui voglio ricordare che la Vita è tale dal concepimento alla morte, mi sento di richiamare l'attenzione e la preghiera di tutti i Cristiani Cattolici soprattutto su questi punti:
Nella preghiere affidiamo a Dio:
- i bambini uccisi ogni giorno con l’aborto in Italia;
- le madri che si trovano ad affrontare una gravidanza difficile e sono tentate di abortire;
- le madri che subiscono pressioni affinché abortiscano e quante sono state costrette ad abortire;
- i padri che hanno subito un aborto volontario e coloro che si trovano a fianco di una donna che sta pensando di abortire;
- tutti coloro che si spendono per la difesa della vita umana fin dal concepimento.
Con la preghiera, inoltre, si chiede a Dio di toccare il cuore e di portare al pentimento:
- le madri che hanno intenzionalmente abortito;
- i padri, genitori e parenti che hanno favorito o consigliato l'aborto;
- i medici che praticano gli aborti e la fecondazione artificiale ed il personale sanitario coinvolto;
- i farmacisti che vendono la pillola del giorno dopo e gli altri prodotti abortivi, presentati e diffusi come contraccettivi;
- tutti coloro che cooperano alla diffusione nella società della mentalità abortista.
Per chi vuole ed è solito pregare vi rimando a questo link che mi piace molto:
http://www.dueminutiperlavita.info/p/chi-siamo.html
martedì 21 gennaio 2014
Vita dopo il Parto
Carissimi,
su facebook gira da un pò questa storiella.
Ho pensato di pubblicarla anche su questo blog perchè credo che dia spunto a molte riflessioni:
-il bimbo dentro la mamma pensa,sogna,ascolta....
- Le mamme ascoltano il loro piccolo fin dai primi giorni che è nel loro ventre?
- Io credo nella Mamma Celeste che ci guarda , che ci guida e che ci ascolta....voi?...
Buona lettura:
''Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè.
Uno di loro chiese all’altro: - Tu credi nella vita dopo il parto?
> - Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
> - Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca
.> -Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
> - Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
> - Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
> - Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
> - Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
> - Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? ... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa ..."
su facebook gira da un pò questa storiella.
Ho pensato di pubblicarla anche su questo blog perchè credo che dia spunto a molte riflessioni:
-il bimbo dentro la mamma pensa,sogna,ascolta....
- Le mamme ascoltano il loro piccolo fin dai primi giorni che è nel loro ventre?
- Io credo nella Mamma Celeste che ci guarda , che ci guida e che ci ascolta....voi?...
Buona lettura:
''Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè.
Uno di loro chiese all’altro: - Tu credi nella vita dopo il parto?
> - Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
> - Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca
.> -Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
> - Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
> - Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
> - Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
> - Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
> - Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? ... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa ..."
Spero vi sia piaciuta e faccia riflettere anche voi!
Ciao da Veronica
venerdì 18 ottobre 2013
Un dono di Dio: un talento down!
Doveva essere abortito perché down: oggi è un vero e proprio genio Ha 16 anni, parla inglese e spagnolo alla perfezione ma se la cava anche col francese e il latino. E’ un adolescente con un’incredibile capacità di suonare bene il violino e si è già esibito in concerti con orchestre sinfoniche. Tiene anche conferenze per gli Stati Uniti e nel resto del mondo.Si chiama Emmaunel Joseph Bishop e guardando alla sua storia si può dire senza esagerare che è alcune spanne al di sopra degli adolescenti della sua età. Questo giovanotto talentuoso ha lasindrome di Down; in alcuni paesi la legge permette di abortirlo prima della nascita, solo perché Down.La sua storia è così impressionante che sta girando il mondo attraverso i social network.E’ difficile trovare un talento come quello di Emmanuel in giro per il mondo magari perché non li hanno lasciati nascere per il solo fatto di essere affetti dalla sindrome di Down; questo per il fatto di non avere i requisiti che la società occidentale afferma che si debbano avere, per essere degni di questa vita. E tutto questo protetti dalla legge.Tuttavia, la storia di Emmanuel appare come una tempesta che distrugge tutti questi sofismi per giustificare l’aborto di decine di migliaia di bambini che non sono considerati adatti. Questo adolescente statunitense ha smontato tutti gli argomenti a favore dell’aborto dei Down, mostrando al mondo di cosa sia capace.Un cattolico devoto.Emmanuel è anche un cattolico molto devoto, lo afferma orgoglioso, facendo le sue preghiere anche in latino, dirigendo la preghiera del Rosario e altre preghiere comunitarie in molte occasioni.In questo senso, questo ragazzo, intende usare il dono che Dio gli ha fatto, per un fine più grande. I suoi sforzi sono per mostrare che i disabili sono uguali agli altri, che hanno i propri doni e abilità da mostrare al mondo. I definitiva, convincere il mondo che sono utili, proprio il contrario che quotidianamente il mondo insegna.Un talento precoce.Emmanuel è nato il 21 Dicembre del 1996 nella città statunitense di Grafton. Coominciò subito a sorprendere tutti: a due anni già cominciava a leggere e a tre era capace di leggere parole in francese.A soli sei anni lesse il discorso di benvenuto dell’Associazione Nazionale Sindrome di Down, e lo fece in tre lingue per una platea di più di seicento persone. A questa età cominciò ad apprendere a suonare il violino, uno dei suoi maggiori interessi.La vita di Emmanuel prosegue a questa velocità vertiginosa. A otto anni andava in bicicletta e vinceva medaglie alle paralimpiadi degli USA, gareggiando anche nel golf e nel nuoto in cui vinse medaglie nei 200 e 400 metri in stile libero.Il violino, la sua arma, il suo scudo.Un anno dopo faceva il chierichetto in parrocchia e l’anno successivo riceveva il sacramento della Cresima. Nel 2010 corona un altro suo sogno, suonando alla Giornata Mondiale per la Sindrome di Down in Turchia, insieme a un’orchestra sinfonica. A 12 anni suona il violino inun recital inIrlanda in occasione del Decimo Congresso Mondiale della Sindrome di Down.Il suo obbiettivo: aiutare altri bambini.Emmanuel è stato educato da genitori che non hanno mai dubitato delle sue capacità. Con sforzo e perseveranza questo ragazzo ha potuto superare la sua disabilità.Nelle sue presentazioni parla della sua vita di adolescente con Sindrome di Down, che ha interesi, che ama gli sport, la musica, che nuota, che va in bicicletta.I suoi obbiettivi si riassumono in quattro punti:Evidenziare le competenze, talenti, doni e le potenzialità dei bambini con questa disabilità.Contrastare le basse aspettative nella sindrome di Down.Dimostrare che la gioia di vivere non si oppone a queste persone.Attenuare la prevalenza di tutto ciò detto o scritto sulla sindrome di Down proviene principalmente da persone senza questa disabilità.Un esempio per tutti.A Dicembre 2012, a Houston, in occasione della riunione annuale della trisomia 21, Emmanuel sorprende tutti raccontando le sue avventure e viaggi intorno al mondo, i loro studi e anche del suo violino. Parla anche un po’ in francese e delle opere d’arte che aveva visitato durante il suo soggiorno a Parigi. Risponde alle domande sulla sua vita e di dubbi che altre persone possono avere.La sua formazione in casa ha dimostrato l’importanza dell’alfabetizzazione precoce.La sua testimonianza, più per la sua capacità di superamento che per le sue abilità concrete, è uno stimolo e un impulso per molti bambini con Sindrome di Down e le loro famiglie. Non sono sole e sono utili molto più di quanto possano immaginare.[Tradotto da: http:// www.religionenlibertad.com/ articulo.asp?idarticulo=31458%5 D
mercoledì 16 ottobre 2013
Un dolore che non passa...
<< (...) un lutto sbagliato. Perchè quello dei genitori di bambini morti durante la gravidanza o il parto è un lutto molto speciale: un lutto che sembra non ave...re il diritto di esistere (... ) Un lutto che non deve esistere (...) per amici e parenti dei genitori, che appaiono, a seconda dei casi, imbarazzati, stupiti, irritati...come davanti a un sentimento inopportuno ed esagerato. Il fatto è che la morte di un figlio è un evento innaturale e drammatico, un dolore inimmaginabile, terrorizzante. Quindi molto meglio pensare che questa non è come la morte di un figlio "vero", e comportarsi di conseguenza. Per esempio dicendo frasi come queste, tutte rigorosamente autentiche: "Ma si dai, ne farete degli altri". "Pensa se ti succedeva più avanti!" "Ma stai ancora male? Sono già tre mesi..." "La prossima volta fai due gemelli, così recuperi...!" "La prossima volta ne farete un altro più bello!" "Beh, non era ancora proprio un bambino..." "Scusa se non ti vengo a trovare, ma sono incinta e non mi voglio intristire" "Ma gli fanno anche il funerale?!" A nessuno, io credo, verrebbe in mente di dire cose del genere a una coppia che ha perso un figlio, se si trattasse di un bambino più grande o di un adolescente. Ma i "bambini nati in silenzio" (...) sembra siano figli solo per i loro genitori. Riuscite a immaginare una solitudie peggiore di questa?>> Brano tratto dalla prefazione al libro: "La tua culla è il mio cuore". Un progetto dell'Associazione CiaoLapo Onlus. Ieri è stata la Giornata del lutto perinatale. Molte donne e molte famiglie vivono con estrema solitudine questo dolore. Forse è il caso di parlarne tra di noi, iniziare a non sentirci sole condividendo le nostre esperienze, personali o meno, per allontanare il senso di vuoto e isolamento che aggrava un momento già estremamente difficile per qualunque donna, per qualunque mamma. ( da Facebook).Nasce anche per questo il mio blog.
Ora pero' vivo più serena perchè a Medugorje, la Madonna mi ha fatto un grande Grazia che mi ha permesso di credere in modo ancora più forte che anche il mio angioletto è in cielo con lei!
Ora pero' vivo più serena perchè a Medugorje, la Madonna mi ha fatto un grande Grazia che mi ha permesso di credere in modo ancora più forte che anche il mio angioletto è in cielo con lei!
martedì 15 ottobre 2013
Un angioletto nel cielo
Oggi 15 ottobre è la Giornata Mondiale della Morte Perinatale della quale troppo poco si parla ancora in Italia
INFO: http://www.pianetamamma.it/gravidanza/gravidanza-a-rischio/giornata-morte-perinatale-2013.html
INFO: http://www.pianetamamma.it/gravidanza/gravidanza-a-rischio/giornata-morte-perinatale-2013.html
martedì 9 luglio 2013
Walter nato vivo a 19 settimane
Nato vivo a 19 settimane.
La storia di Walter
«che si ostinavano a chiamare feto, ma era perfetto»
Proprio mentre
negli Stati Uniti alla Camera passava il disegno di legge per vietare l’aborto oltre la 20esima settimana,
le immagini di Walter, nato vivo a 19 settimane e 3 giorni, hanno fatto il giro
del web. Una nascita davvero inusuale, su cui i medici stanno ancora indagando.
La madre, Lexi Fretz, ha detto di «pregare il Signore di continuare a
utilizzare le foto di Walter per incontrare molte altre persone». La donna ha
deciso di raccontare quanto le è successo. Un racconto dettagliato, a tratti
angosciante, di un travaglio in ospedale in cui non le è mai mancato l’affetto
e la vicinanza del marito Josh. Cosa che non si può dire dei medici e degli
infermieri, che chiamavano quel suo figlio in pancia «il feto» («e a me – ha
raccontato Lexi – veniva voglia di schiaffeggiarli»).
FETO O BAMBINO? Un bambino – perché a un certo
punto anche i medici hanno iniziato a usare questo termine – di quell’età non
poteva avere molte speranze di vita. Nato alle 21.42, è stato subito messo
nelle braccia della madre. «Ho pianto così tanto, ma lui era perfetto», ha
raccontato Lexi. «Era completamente formato, era tutto lì. Ho potuto vedere il
suo cuore che batteva nel suo piccolo petto. Josh e io lo tenevano in braccio e
piangevano su di lui guardando il nostro perfetto, piccolo figlio». Intorno a
Lexi ha cominciato a formarsi un capannello di persone: medici, infermieri,
familiari. Tutti ad ammirare quel piccolo miracolo. «Hanno pregato con me, con
me hanno pianto ed erano lì a rispondere a ogni mio bisogno. Così, pur in un
momento di grande dolore, mi sono sentita amata da tutti».
Il piccolo rimane coi genitori fino a spegnersi.
Momenti dolorosi, ma che Lexi assicura essere importanti: «Ho il cuore
spezzato, avendo saputo delle storie di persone che non sono state autorizzate
a vedere il loro bambino. Sarebbe stato devastante per me! Lo tenevo, lo
coccolavo mentre il suo cuore batteva. L’ho stretto al mio cuore, gli ho
contato le dita dei piedi e gli ho baciato la piccola testa. E ora custodirò
per sempre questi ricordi di lui».
«NON SO PERCHE’ MA…». La donna è ancora sconvolta
da quante persone abbiano visto e commentato le foto di suo figlio e dal fatto
che «nella sua breve esistenza, di soli pochi minuti, ha toccato più vite di
quante avrei mai potuto immaginare. Ho ricevuto messaggi da persone di tutto il
Paese che hanno sperimentato una perdita o sono state toccate dalla sua storia.
Ho anche saputo di un paio di persone che hanno usato le sue foto per aiutare
una donna che stava male e che stava pensando all’aborto».
Lexi sa bene che anche se «non capisco perché il
Signore lo ha portato subito a casa»,
quelle foto dicono che, «anche se non
possiamo vederle il bambino in grembo, non vuol dire che lui è un grumo di
cellule. Walter era perfettamente formato e si muoveva nel
grembo materno». Non
solo, «potrò anche non capire fino in fondo perché, ma resta il conforto di
sapere dove si trova e che lo vedrò ancora. Per ora, è con suo Padre celeste
che lo ama immensamente più di me, la sua mamma terrena». E comunque, conclude
Lexi, sono grata che qualcosa di buono stia nascendo da tutto ciò. Per questo,
«prego il Signore di continuare a utilizzare le foto di Walter per incontrare
molte altre persone».
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