"Pesa molto di più un bambino sulla coscienza che in braccio."
Salva un Bimbo Queste pagine vogliono essere d'aiuto e riflessione per tutte quelle mamme che stanno per accogliere una nuova creatura. Fermamente contro l'aborto dico "sì alla Vita"!
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mercoledì 26 giugno 2013
sabato 8 giugno 2013
CAV a Cassano Magnago-Varese
Grazie alla segnalazione della mia cara amica Debora ho il piacere di aggiornarvi sulla presenza di un centro aiuto per la vita qui vicino a noi!
Nella nostra zona di Gallarate, opera il C.A.V. a Cassano Magnago che è una delle 260 Sedi operanti in Italia, nelle quali si può trovare aiuto, competenza e comprensione in tutte le situazioni dove una nuova vita non desiderata o non voluta è motivo di gravi preoccupazioni economiche, sociali o psicologiche, che talora possono spingere anche alla soppressione della nuova vita.
Le persone che collaborano nel C.A.V. non si impegnano per "qualcosa" (lire od euro che siano, dato che sono tutti volontari), ma per "Qualcuno" e noi vogliamo ringraziare queste persone che pur rimanendo sconosciute ai più, collaborano con Dio nel "salvare" l'uomo, soprattutto il più debole ed indifeso.
Il C.A.V. di Cassano Magnago si interessa soprattutto ai problemi dell'ambito dei Comuni del Decanato di Gallarate, ma può fornire gli indirizzi di altri Centri in Italia.
Uniamo indirizzo e telefono. Chi volesse dare la propria disponibilità e il proprio sostegno economico si può rivolgere per informazioni ai seguenti numeri telefonici. Questo vale anche perchi avesse qualche problema per una nuova vita che nell'annunciarsi presenta anche gravi difficoltà sul piano economico, sociale o psicologico.
C.A.V. di Cassano Magnago (VA) - Associazione ONLUS
Piazza S.Giulio n. 17
Tel. 0331/200438 - 201406
Nella nostra zona di Gallarate, opera il C.A.V. a Cassano Magnago che è una delle 260 Sedi operanti in Italia, nelle quali si può trovare aiuto, competenza e comprensione in tutte le situazioni dove una nuova vita non desiderata o non voluta è motivo di gravi preoccupazioni economiche, sociali o psicologiche, che talora possono spingere anche alla soppressione della nuova vita.
Le persone che collaborano nel C.A.V. non si impegnano per "qualcosa" (lire od euro che siano, dato che sono tutti volontari), ma per "Qualcuno" e noi vogliamo ringraziare queste persone che pur rimanendo sconosciute ai più, collaborano con Dio nel "salvare" l'uomo, soprattutto il più debole ed indifeso.
Il C.A.V. di Cassano Magnago si interessa soprattutto ai problemi dell'ambito dei Comuni del Decanato di Gallarate, ma può fornire gli indirizzi di altri Centri in Italia.
Uniamo indirizzo e telefono. Chi volesse dare la propria disponibilità e il proprio sostegno economico si può rivolgere per informazioni ai seguenti numeri telefonici. Questo vale anche perchi avesse qualche problema per una nuova vita che nell'annunciarsi presenta anche gravi difficoltà sul piano economico, sociale o psicologico.
C.A.V. di Cassano Magnago (VA) - Associazione ONLUS
Piazza S.Giulio n. 17
Tel. 0331/200438 - 201406
oppure: S.O.S. VITA -
' Numero verde 8008-13000
lunedì 27 maggio 2013
Un Aiuto concreto per le mamme in difficoltà: Associazione Papa Giovanni XXIII
Da Facebook ci arriva una richiesta per aiutare a far conoscere
questa Associazione :
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Tel: 800035036 servizio maternità difficile
Sono Franca Franzetti, impegnata nel Servizio Maternità Difficile nato all'interno della Comunità Papa Giovanni XXXIII allo scopo di promuovere la tutela della vita umana fin dal concepimento e di condividere concretamente con donne e coppie che si trovano ad affrontare una maternità indesiderata o in situazioni problematiche. Le donne che si rivolgono a noi sono in genere nelle prime settimane di gravidanza, proprio nel momento più delicato, in cui è normale vivere sentimenti contrastanti, avere paure e sentirsi inadeguate. Viviamo in un tempo in cui si respira un clima diffuso di sfiducia, si è perso il gusto di generare, ci si ferma alle problematiche del vivere quotidiano e si fa fatica ad andare oltre e vedere la grandezza del dono che è la nascita di un figlio. Quando poi questo figlio non è stato desiderato, non è stato programmato, o i genitori hanno qualche difficoltà, il pensare comune è : "MEGLIO NON FARLO NASCERE", come fosse un atto dovuto, una soluzione giusta per evitare un male! Come se la vita di un uomo debba dipendere da un'opzione! Ci si arroga questo diritto a decidere e si incoraggia a farlo, senza minimamente tener conto della realtà: cioè che il bambino esiste già, è vivo e vegeto, è già in relazione con la sua mamma, ormai non può più essere messo in discussione: bisogna solo fare di tutto per garantirgli il suo diritto a nascere e alla sua mamma il diritto a essere messa in grado di portare avanti la gravidanza. Ci sentiamo dire dalle donne che incontriamo: "vorrei tenere il bambino, ma non posso". Spesso subiscono pressioni e ricatti dal marito, dal fidanzato, dai genitori. Vi voglio riportare le situazioni di alcune donne usando le loro stesse parole: "Quando i miei genitori hanno saputo che ero incinta, mi hanno posto questa condizione: o vai ad abortire o vai via di casa" "Eravamo fidanzati e lui non ha accettato la mia scelta di continuare la gravidanza e mi ha lasciato sola" "La mia migliore amica, alla quale ho chiesto consiglio, mi ha detto con forza che non avevo diritto a mettere al mondo un figlio al quale non sarei stata in grado di garantire una famiglia" "Lavoravo in nero, quando ho chiesto di essere messa in regola perché ero incinta, mi hanno mandata via subito" E' nostra esperienza che i 2/3 delle donne che abbiamo incontrato e che erano nel dubbio per la grande solitudine che vivevano e impaurite dai vari problemi pratici, dopo esser state rassicurate di venire sempre accompagnate e sostenute nella ricerca di soluzioni pratiche, hanno scelto, allora sì liberamente, di far nascere il loro bambino. Anche medici e operatori sociali , ai quali lo stato affida il compito di tutelare la maternità, riconosciuta come bene sociale, raramente incoraggiano a proseguire una gravidanza "incerta" per non influenzare la donna, dicono, mentre di fatto non attivandosi a offrire tutti gli aiuti necessari per trovare soluzioni ai problemi, scaricano su di lei ogni responsabilità. La donna, lasciata a se stessa, proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno di sostegno, trova intorno a sé il vuoto ed è, in un certo senso come indotta ad abortire. Per questo riteniamo che l'aborto è una violenza anche contro la donna che si porterà questa ferita per tutta la vita, come ci racconta chi ha fatto questa esperienza così devastante e traumatica per la loro salute. Siamo certi, perché ne abbiamo il riscontro, che se ad ogni donna venisse data un'opportunità di ascolto, aiuti adeguati, incoraggiamento in un clima di solidarietà rassicurante, molti degli 800 bambini che ogni anno qui nella nostra USL sono eliminati con l'aborto legale, potrebbero nascere e far felici le loro mamme e i loro papà,come è successo a Stefano ed Ester che sono qui con la loro piccola Sara per raccontarci la loro esperienza. Un altro forte condizionamento culturale dei nostri giorni è il rifiuto della malattia e della diversità che crea nei genitori l'ansia , indotta anche dai medici stessi, che caldeggiano di fare tutte le indagini prenatali possibili, per conoscere lo stato di salute del bambino. Lo scopo è di decidere se è degno di venire al mondo o se è meglio per lui o per lei essere eliminata, "come estremo atto d'amore" fa credere una mentalità perversa che reputa la qualità della vita più importante della vita stessa. Sappiamo che il 90% dei genitori ai quali è stata fatta una diagnosi prenatale di malattia o malformazione decidono per l'aborto cosiddetto "terapeutico" anche se non cura nessuno: il piccolo viene barbaramente soppresso e la mamma resta comunque nel dolore e nel dramma per non aver saputo o voluto accogliere quel figlio perché malato. Come comunità che ha nelle proprie famiglie tanti figli "speciali", scelti e rigenerati nell'amore perché accolti in tutta la loro preziosità, diamo disponibilità ad incontrare quei genitori, spesso soli e spaventati, che, tra tremendi conflitti, si trovano a decidere della vita o della morte del loro piccolo. Abbiamo costatato che far conoscere direttamente dei bambini affetti dalla stessa patologia diagnosticata al figlio in grembo, aiuta questi genitori ad avere una visione più umana della realtà e la disponibilità di chi vive situazioni analoghe a star loro vicino anche nel futuro, incoraggia ad accogliere un figlio che porta su di sé il mistero della sofferenza, che comunque è mistero che genera vita; come ci racconta Grazia Isaia che da 18 anni vive con Nicola, che soffre di una grave patologia che lo tiene sospeso alla vita con un filo. Franca Franzetti
sabato 11 maggio 2013
Difendiamo la vita: marciamo contro l'aborto!
Ecco un'articolo tratto da primapaginanews.it che ci ricorda la marcia di domani a Roma:
Roma: 12 maggio mobilitazione pro-life a Marcia per la vita
Roma - 10 mag (Prima Pagina News) Tutto è pronto per la III Marcia Nazionale per la Vita del 12 maggio a Roma. Alla grande mobilitazione parteciperanno numerosissime realtà pro-life di tutta Italia. I gruppi che hanno dato l’adesione comprendono Istituti religiosi, parrocchie, associazioni laicali. Sono oltre quaranta le città italiane da cui partiranno pullman alla volta di Roma per ribadire un fermo e deciso no all’aborto e alla legge 194 e un grande e gioioso sì alla vita. A sfilare sarà dunque un corteo festoso e pacifico, con la presenza di famiglie, bambini e tanti giovani. Quest’anno la novità è rappresentata dalla presenza di molte delegazioni straniere, provenienti da tutto il mondo. In particolare, interverranno alla Marcia la neo-presidente della storica March for Life di Washington, Jeanne Monahan, che a gennaio ha portato nella capitale statunitense ben 650mila persone, e la presidente del movimento Live Action, Lila Rose, nota per la sua lotta senza quartiere all’associazione abortista Planned Parenthood. Entrambe donne e giovani. La mobilitazione di Roma avrà così un respiro internazionale, inserendosi nel contesto delle marce per la vita che da decenni si tengono in tutti quei Paesi dove sono state approvate leggi abortiste. Tra le personalità estere di rilievo, si segnalano anche il dottor Xavier Dor, finito più volte in carcere per le sue battaglie a difesa della vita e Nicholas Windsor, figlio della duchessa di Kent e nipote della regina Elisabetta. Anche a questa edizione, inoltre, parteciperà Gianna Emanuela Molla, figlia di santa Gianna Beretta Molla. Ha infine assicurato la sua presenza il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Numerose le adesioni e i messaggi di sostegno e incoraggiamento di varie personalità ecclesiastiche. Tra gli ultimi calorosi e auguranti messaggi inviati al Comitato organizzativo della Marcia si segnalano mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, mons. Luigi Negri, vescovo di Ferrara, mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona e il card. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita. A marciare vi sarà il card. Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Altri prelati che appoggiano la Marcia e che saranno a Roma, partecipando al convegno sulla bioetica che si svolge il giorno precedente presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, vi sono il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste. Incoraggiamenti all’iniziativa sono giunti inoltre da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; mons. Adriano Bernardini, nunzio apostolico in Italia; mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia. Tutti i vescovi sottolineano l’importanza di mobilitarsi a favore della vita, valore supremo che va difeso dal concepimento alla fine naturale. Il card. Sgreccia, che sosterrà l’iniziativa con la preghiera, ha invitato il “popolo della vita” a compiere ogni sforzo “per ridurre il male dell’aborto e per promuovere una radicale modifica della legge”. Mons. Zenti, da parte sua, ha rilevato che “ogni società che non rispetta la vita come valore fondativo della convivenza umana è destinata al declino”. La Marcia per la Vita è allora, come scritto da mons. Paglia, “un gesto per risvegliare le coscienze, per testimoniare la propria convinzione di fede, ma anche per mobilitare gli uomini di buona volontà in difesa della vita e mantenere vivo nella società il rifiuto dell’aborto”. Come per gli anni passati, il Comitato organizzatore tiene a precisare che si tratta di una manifestazione aconfessionale e apartitica e come tale aperta a tutti gli uomini di buona volontà che condividono però l’urgenza e la necessità di difendere il diritto alla vita. La Marcia partirà dal Colosseo alle 9 e si concluderà a Castel Sant’Angelo verso le 11,30. Sabato 11 maggio si terrà alle 20,30, presso la Basilica dei SS. Apostoli, una veglia di preghiera, presieduta da S.Em.za il card. Burke, in riparazione del crimine dell’aborto, con adorazione eucaristica e recita del santo Rosario.
venerdì 12 aprile 2013
Marcia Nazionale per la vita!
Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.
Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni.
La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.
Con la Marcia per la Vita intendiamo:
- affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso;
- combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile.
Per questo:
- chiamiamo a raccolta tutti gli uomini di buona volontà per difendere il diritto alla vita come primo dei principi non negoziabili, iscritti nel cuore e nella ragione di ogni essere umano e -per i cattolici – derivanti anche dalla comune fede in Dio Creatore;
- esortiamo ogni difensore della vita a reagire, sul piano politico e culturale, contro ogni normativa contraria alla legge naturale, e contro ogni manipolazione mediatica e culturale che la sostenga. E qualora ci si trovi nella impossibilità politica di abolire tali leggi per mancanza di un consenso popolare sufficiente, ci si impegna a denunciarne pubblicamente l’intrinseca iniquità, che le rende non vincolanti per le coscienze dei singoli.
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